A caval donato non si guarda in bocca

"A caval donato non si guarda in bocca" recita un proverbio che notevoli perplessità mi suscitò quando lo sentii per la prima volta e immaginai che Donato fosse un cavallo cattivo che mordeva e il detto un consiglio di prudenza (avevo pochi anni, devo dire a mia discolpa). Non ricevendo con animo grato e trovando difetto in ogni dono, forse il nostro autore si macchiò di ingratitudine, certo la sorte non era benigna, per quanto nell'avversità egli avesse agio di mettere insieme per la posterità una raccolta di reperti antichi.
Due componimenti scherzosi del giurista Domenico Salmena, nato a Morano verso la fine del '700 (D. Salmena, Saggio di poesie varie, Stamperia della Società Filomatica, Napoli, 1829).

Al Signor...

Volea farti qualche brindisi,
Col presciutto a me diretto,
Ma trovandolo antichissimo
L'ho dovuto usar rispetto.

Così secco più del pomice,
Non ne avea fin'or mai visto;
Può lottar con la putredine
Finché nasce l'Anticristo.

Io lo credo, senza dubbio
Di quel porco fortunato,
Che del tempo del diluvio
Fu per l'Arca destinato.

Come tale, rendo immobile
Questo egregio tuo presciutto,
E ne serbo per i posteri
De la vista l'usufrutto.

__________________________

Al Signor... per un regalo di durissimi caciocavalli a mellone, detti mellonotti

Grato io sono al tuo bel dono,
Generoso D. Giacchin,
D'incorrotti mellonotti
Ricevuti ier mattin.
Che ogn'un duro è più di un muro,
Convenir dovrai con me,
Se una fetta con l'accetta
Non potei cavarne affé.
Dai bisavi de' tuoi avi,
Come parmi dal color,
Fer passaggio nel retaggio
Del tuo vecchio genitor.
Come cosa prezïosa
Di rimota antichità
Conservata sigillata
Nel museo da me sarà.