Morano e le sue case illustri

Antonio Salmena, Morano Calabro e le sue case illustri

PREFAZIONE

In una valle dell'Appennino, e sopra ridente collina, a quattro miglia da Castrovillari, nella Calabria citeriore, giace un'antica città sulla cui storia tacquero il bolognese Leandro Alberti, il napoletano Scipione Mazzella, e con essi il d'Alambert, l'Aynès e tanti altri.
Eppure, in quella parte del suolo italico, vive un popolo che ha forte il braccio, sensibile il cuore, poetica la mente, tenace e ferma la volontà.
Morano, antico borgo de' Bruzii nella Calabria citeriore, conserva ancora nel tipo de' suoi figli, qualche cosa che ricorda quegli arditi mandriani della Lucania, i quali, ribellatisi contro i loro padroni, ricoveraronsi altrove e poscia unendosi ad altri pastori, a masnadieri ed a schiavi fuggitivi (verso l'anno 360 avanti Cristo) organizzati e disciplinati militarmente, restarono sempre vincitori nelle loro scorrerie e finirono per costituire la parte più meridionale della Magna Grecia, che, dagl'invasori, fu chiamata Bruttium.
Più tardi Morano fu preda dei Normanni, ed i ruderi di un antico castello da essi costruito o rifatto, sulla sommità della collina moranese, accusano questi altri predatori delle nostre terre italiane, venuti ad imbastardire l'antica razza.
I moranesi di oggi, come dicevamo poc'anzi, con l'occhio espressivo e vivace, con la parola accentata ed energica, con la robustezza, e le tendenze laboriose, ci ricordano su larga scala i classici avventurieri da cui discendono.
Ma degli industriosissimi abitanti di Morano, ricordati specialmente dagli storiografi come buoni lavoratori di seta, di lana e di bambagia, qual ne fosse la storia con le sue glorie e le sue sventure, noi l'ignoriamo, ché soltanto poche e non seguite notizie ci furono tramandate.
II Thufarello, il Bartolo ed il sacerdote Scorza, parlarono di Morano, e quest'ultimo con molta cura, benché non avesse potuto raccogliere molte altre notizie che avrebbero completato il suo lavoro. Altri scrittori accennarono a varii dettagli; ma tuttociò non è, né sarà sufficiente, per dare una storia comunale quale devesi esigere ai nostri giorni.
Il barone Antonio Salmena osservò assai prima di noi questa lacuna; e convien ritenere egli ne abbia sentito tutto il peso ed il dolore, poiché è caro ad ogni figlio imparar a conoscere la storia della propria madre. Ma ahimè, Antonio Salmena , per quanto il suo affetto di moranese lo spingesse a riunire le notizie della città natale, trovossi negli stessi imbarazzi in cui certamente si trovarono i suoi predecessori; laonde i pochi elementi messi insieme, non avrebbero dato luogo alla compilazione dell'opera, alla quale abbiamo voluto mettere queste poche nostre parole di prefazione, se il forte proponimento che egli aveva nel volersi rendere utile alla diletta sua patria, non lo avesse guidato attraverso ad innumerevoli difficoltà.
Lunghi anni di assidue ricerche, di minuziose e pazienti indagini nelle opere antiche e moderne, negli archivi pubblici e privati, di chieste informazioni, di analisi di fatti, di raffronti cronologici, sono i fattori del libro del Salmena, il quale, senza perdersi d'animo innanzi alle difficoltà incontrate, anzi attingendo in esse nuovo coraggio, ha saputo conseguire uno scopo che sarà certamente valutato da tutti coloro che apprezzano il frutto di lunghe fatiche, e da quanti sono in grado di valutare la utilità di un'opera storica.

Ora quest'opera (ancora manoscritta) dallo stesso Barone Salmena, verso il 1878, fu offerta in dono alla Raccolta Daugnon, la quale, sensibile all'attestato di stima e di simpatia tributatole, l'accettava con riconoscenza, e nel 1880 deliberavane la stampa, ritenendola utile perché abbondava di notizie storiche e metteva in evidenza l'antico regime di Morano, le sue vicende attraverso i secoli, dilungandosi poi in ispecial modo sulle famiglie di quelle contrade, illustrandone le primarie, e dando sopra di esse preziose informazioni che finora da nessuno scrittore furon date.
Gli apprezzamenti dell'autore sono ispirati ad una sana logica: le sue riflessioni colpiscono talvolta, per la loro arguzia finissima ed il loro schietto buon senso che mai si tradisce; e dalla prima all'ultima pagina si scorge lo scrittore convinto, che dice quello che pensa, quello che crede e quello che dev' essere, in base a fatti e ad argomentazioni spesso plausibili.
Se il Barone Salmena avesse potuto dar l'ultimo colpo di lima al suo manoscritto, qualche ripetizione si sarebbe evitata e la forma avrebbe guadagnato in eleganza; ma tra Milano e Morano non è breve il cammino, e ciò rese difficile all'autore una regolare revisione delle bozze di stampa, sicché le poche pecche saranno condonate dal lettore, sopratutto se vorrà ricordare i pregi del libro da noi pubblicato, nel quale abbiamo notizie, di cui, lo vogliamo ripetere, mancavamo interamente.
Anche negli ultimi momenti della stampa, il Barone Salmena, continuando la sua nobile missione di raccoglitore, ci ha mandato perfino i dettagli recenti sui suoi concittadini; e senza preferenze ha notato i meriti del patrizio e del modesto borghese con lo stesso interesse, col medesimo colorito, con ugual sentimento d'imparzialità.
La critica saggia ed onesta giudicherà il libro che noi le presentiamo in questa edizione, senza valutarlo analiticamente, ma esponendone soltanto la sua genesi e la sua storia ed accennando le nostre impressioni.
Per noi Antonio Salmena, pei suoi Ricordi di Morano Calabro e le sue Case illustri, ha meritato la stima de' suoi concittadini, ha acquistato il diritto di non essere dimenticato dalla Storia, ci ha imposto il dovere di ringraziarlo a nome della Scienza, di tributargli gli omaggi della nostra riconoscente ammirazione.
Questi Ricordi di Morano Calabro del Salmena, completano te notizie storiche finora pubblicate sulla città di Morano ed additano una via: che altri segua il Salmena e faccia il resto, e noi, assieme allo slesso autore di questo libro, saremo tra' primi ad applaudirlo.
F. F. de Daugnon.

DUE PAROLE DELL'AUTORE A' SUOI AMICI

Appresi a tempo che ignorare la storia del proprio paese, come quella della propria famiglia, è indecoroso.
Disgraziatamente per Morano, città importante e che ne' tempi remoti godette di una meritata celebrità, non si trova una storia né una cronaca che getti un po' di luce sulla sua origine antichissima e ne registri con esattezza le vicende storiche, politiche e sociali.
A che deve attribuirsi tale inesplicabile mancanza? Risponda altri a ciò. Io domando invece perché non potremmo noi, raccogliendo pazientemente tutti quei dati e quelle notizie possibili a rintracciarsi sulla città di Morano, supplire a tanto difetto, per lasciare ai posteri una storia degna del nostro paese, e che ne registrasse le antiche glorie ed i privilegi? Un sentimento di gratitudine mi spinse a scrivere sul paese che molti secoli addietro ospitò la mia famiglia profuga da Siena; sul patriziato, che l'accolse benignamente, e sulla chiesa di S. Nicola, che ne custodisce la tomba gentilizia.
E scrivendo questo mio modesto libro, altro scopo non mi proposi, che offrire al pubblico, così alla buona, senza troppo darmi pensiero della forma, tutte quelle informazioni storiche e genealogiche che sono a mia conoscenza, e che un giorno potrebbero tornar utili a chi, più valente di me, si proponesse scrivere una vera Storia di Morano. — In tal modo mi riterrò felice, giacché l'umile mio lavoro avrà stabilito un primo gradino su cui altri potrà edificare opera più vasta e degna.
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Antonio Salmena, Morano Calabro e le sue case illustri

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