Sullo stemma e sui tre colli

Lo stemma di Morano
Lo stemma di Morano

Morano fra il 1809 e il 1865

Nella tabella che segue riportiamo i dati tratti dai registri dello Stato Civile di Morano dal 1809 al 1865; la consultazione ha riguardato le copie dell'AdS di Cosenza, digitalizzate dai Mormoni e ora disponibili su Antenati, mentre il dato sulle morti del 1819 (il cui registro manca interamente) si deve alla gentilezza dell'Anagrafe del Comune di Morano.
Si tenga conto che le registrazioni interessano per il 1809 poco più di dieci mesi - partendo dal 22 febbraio - e che i primi anni la trascrizione degli atti di nascita non fu puntualissima: qualcuno sfuggiva, e l'omissione emergeva solo se e quando a distanza di anni occorreva produrre documentazione specifica, come per il matrimonio. Il computo delle nascite è stato fatto per lo più sul numero degli atti trascritti e presenti; le rare e contenute discrepanze rispetto ai numeri negli indici annuali, inseriti alla fine dei registri, laddove oggetto di verifica precisa, sono risultate legate alla redazione di un unico atto per la nascita di gemelli (lo scarto che in parte conservo, non controllando tutti i singoli atti dei registri interessati, ammonta a 11 unità per tutto il periodo considerato).
Chiaramente non sono affidabili le registrazioni delle morti avvenute fuori da Morano che venivano comunicate molto parzialmente: quelle presenti si riferiscono per lo più a soldati, detenuti e braccianti (per il 1835 braccianti nel territorio di Cassano).
Pur con i limiti di cui si è detto, lo specchietto ricostruito ci dà un'immagine molto nitida di Morano nei primi sei decenni dell'Ottocento, su cui mi soffermerò più ampiamente in seguito.

nascite, matrimoni e morti a Morano dal 1809 al 1865

Il 1837, anno del colera

Morano nel corso dell'Ottocento visse almeno tre momenti particolarmente difficili a causa di epidemie: nel 1817 a causa del tifo si toccò la massima mortalità del secolo superando i 700 decessi, nel 1888 il morbillo decimò le giovani generazioni (si veda un precedente articolo), fra i due, nel 1837, non ci facemmo mancare il colera.
I morti accertati per l'anno 1837 furono 608 (la media dei quattro anni precedenti è intorno alle 250 unità, quella dei quattro anni successivi intorno alle 260): 576 decessi furono regolarmente e tempestivamente registrati all'anagrafe, gli altri, non dichiarati nell'immediatezza, risultarono da controlli successivi di chi mancava all'appello con elenchi affissi sulle porte del Comune.
Il colera arrivò intorno alla metà di luglio. Dal 1° all'11 i decessi furono nella media (6).
Il 13 di luglio gli atti mostrano una morte sospetta, un uomo sconosciuto, dell'età apparente di 50 anni, il cui cadavere fu rinvenuto a Terrarossa.
I giorni successivi registrano un decesso ciascuno, due se ne hanno il 16 luglio, mentre il 17 la situazione appare in tutta la sua gravità con 11 morti. Fra questi è un comico appartenente a una compagnia romana, deceduto nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie (un compagno morirà qualche giorno più tardi nel convento di San Bernardino - allora soppresso). Nei primi giorni perdono la vita anche diversi sacerdoti. L'infezione si estende rapidamente a ogni zona del paese e colpisce anche le prigioni. Il record negativo si ha il 24 luglio con 19 morti ufficializzati. In luglio muoiono 140 persone (altre 6 sono rintracciabili negli elenchi aggiuntivi posteriori); 169 (+ 21 nelle liste successive) in agosto; settembre vede un deciso miglioramento ma le cifre restano ancora alte superando le 50 unità; 37 sono i decessi nel mese di ottobre, 53 in novembre e infine 40 in dicembre.








Morano, i nati del 1866

Di seguito i 410 nati del 1866. I cognomi seguiti da asterischi sono relativi ai 12 bambini nati morti o morti poco dopo la nascita che nelle registrazioni anagrafiche appaiono privi di nome, come "bambino (o bambina) senza vita".










Un libretto della Congregazione dell'Addolorata

Fra le numerose Congregazioni di Morano, ben 17 ne sono state censite, fu quella dell'Addolorata.
Le pagine che qui presentiamo sono annotazioni di conti, appuntate da più mani, di questa congrega negli anni 1888-1891.
Le spese riguardano per lo più la festa e la processione che si svolgeva in settembre.
Ci limitiamo a segnalare tra le forme non di immediata comprensione e dialettali "masche" qui usato nel senso di 'contenitore per la polvere da sparo' e "pappolelli" 'bambini che partecipano alla processione'.








Morano, indici decennali morti 1886-1895

Sono 2.175 i nominativi che seguono, ordinati alfabeticamente. Per il 1888, incluso anche in questo elenco, esiste un post precedente con trascrizioni fatte dai singoli atti e maggiori dettagli (nel blog anche i nati del 1866 e del 1867)

L'epidemia di morbillo del 1888

Il 1888 fu per Morano un anno drammatico, i registri dello Stato Civile mostrano un incremento notevole dei decessi che superarono anche quelli dell' '84 e dell' '85 segnati in tutta Italia dall'epidemia di colera.

Le morti nel Comune di Morano dal 1866 al 1895 (non sono conteggiati gli atti della II parte, relativi a chi viveva altrove, registrati a volte a distanza di anni - comunque in numero molto limitato):

1866 303
1867 219
1868 254
1869 255
1870 282
1871 208
1872 231
1873 268
1874 247
1875 273
1876 178
1877 175
1878 195
1879 203
1880 203
1882 228
1883 212
1884 283
1885 370
1886 208
1887 181
1888 468
1889 178
1890 159
1891 161
1892 166
1893 172
1894 215
1895 236

Le fonti locali non si soffermano sugli accadimenti di quell'anno. Dalle "Statistiche delle cause di morte avvenute in tutti i Comuni del Regno nell'anno 1888" si apprende che la prima causa di mortalità nel distretto di Castrovillari fu il morbillo cui sono riportati 377 decessi. La cifra sembra sottostimata poiché nel nostro solo Comune esso dovette provocare oltre 200 casi con esito funesto. Il Bollettino sanitario del mese di giugno (si veda il Supplemento al n. 175 della Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 1888) riporta la segnalazione di 800 casi di morbillo a Morano; 301 sono quelli segnalati dai medici curanti nel mese di luglio (Supplemento alla G.U. n. 204, 29 agosto 1888).

Sui 468 decessi totali del 1888, 361 interessano minori di 15 anni, di questi 350 si collocano nella fascia d'ètà fra 0 e 8 anni.
L'epidemia colpì particolarmente nei mesi estivi, i suoi effetti si manifestarono con veemenza a partire dal 10 giugno.

L'andamento dei decessi nei vari mesi:

gennaio 15
febbraio 24
marzo 22
aprile 12
maggio 16
giugno 59
luglio 153
agosto 83
settembre 34
ottobre 15
novembre 11
dicembre 24

Riportiamo i dati estratti dal Registro di morte del 1888, seguiti dall' elenco in ordine alfabetico per facilitare la ricerca dei nominativi.







Abbagnara Carmine 223
Agostino (D') Carmela 28
Agostino (D') Carmela Mariangela 369
Agostino (D') Caterina 460
Agostino (D') Filomena 22
Agostino (D') Francesca 193
Agostino (D') Maria 188
Aita Carmine 409
Aita Luigi 62
Aita Maria 200
Aita Nunziata 287
Aita Rocco 398
Aita Rosa 350
Aita Teresa 424
Aloise Carmine 117
Aloise Concetta 161
Aloise Fedele 115
Aloise Giuseppe 319
Aloise Mariangela 103
Anatro Francesco 435
Anatro Rosaria 80
Anele Rachele 295
Arcieri Maria 52
Aronna Biagio 123
Aronna Concetta 436
Aronna Francesca 21
Aronna Francesco 267
Aronna Francesco Antonio 98
Aronna Giuseppe 391
Aronna Luigi 173
Aronna Luigi 248
Aronna Maddalena 204
Aronna Maria 346
Aronna Pietro 220
Aronna Rocco 4
Aronna Rosa 81
Aronna Rosa 219
Barbastefano Natale 152
Barletta Carmine 382
Barletta Concetta 233
Barletta Concetta 338
Barletta Maria 277
Barletta Nunzia 328
Barletta Teresa 455
Bartolo (De) Nunziato 368
Bartolo (De) Nunziato 405
Benedetto (Di) Giuseppe 1
Benedetto (Di) Pietro Giovanni 46
Berardi Giuseppe 403
Berardi Vincenzo 69
Bianchimano Filomena 252
Blando Concetta 423
Blando Domenico 213
Blando Lorenzo Domenico Gaetano 348
Blando Nunziata 426
Blando Pasquale 18
Bloise Antonio 197
Bloise Carmine 102
Bloise Teresa 66
Blotta Biagio 135
Blotta Giuseppe 119
Blotta Leonardo 284
Boliva Maria Carmela Domenica 99
Bonadies Carmela 198
Bonsanto Maria Carmela 323
Borrelli Maria 250
Bottino Francesco 140
Bruno Carmine 113
Bruno Francesco 177
Bruno Giuseppe 171
Bruno Giuseppe 315
Bruno Leonardo 385
Bruno Pietro 172
Bruno Rosa 87
Bruno Rosa 344
Caporale Clementina 422
Capuano Teresa 143
Cardona Maria Francesca 458
Cardona (De) Annibale 446
Cardona (De) Berardino 57
Cardone Fedele Antonio 130
Cataldi Filomena 224
Cataldo Clementina 331
Celia Antonio 355
Celia Concetta 290
Celia Francesco 132
Celia Giovanna 243
Celia Luigi 299
Celiberto Biagio 406
Celiberto Carmena 266
Celiberto Carmine 133
Celiberto Cristofaro 3
Celiberto Giovanni 94
Celiberto Giovannina 456
Celiberto Maria Rosaria 166
Cervello Nunziata 390
Chiara (Di) Maria 462
Chiara (Di) Santa 349
Cirello Rocco 257
Coscia Filippo 157
Cosenza Leonardo 45
Cosenza Maria 341
Cosenza Natale 357
Costa Antonio 236
Costa Maria Grazia 417
Cozza Carmena 71
Cozza Maria 394
Cozza Maria Giuseppa 74
Cozza Mariangela 9
Crancia Mariangela 201
Crescente Clementina 412
Crescente Rosa 2
Crescente Vincenzo 371
Cristaldi Umberto 420
Divisato Maria Cristina 170
Donadio Carmena 191
Donadio Cristina 274
Donadio Nunzia 63
Donadio Pasquale 320
Donadio Rocco Francesco 345
Donadio Rosaria Nunziata 184
Donnacarda Antonio 307
Esposito Filomena 73
Faillace Agnese 279
Faillace Andrea 85
Faillace Anna 121
Faillace Antonio 380
Faillace Carmela 43
Faillace Carmela 164
Faillace Delora 249
Faillace Francesco 343
Faillace Giovanni 147
Faillace Giovanni 442
Faillace Giustina 83
Faillace Lucia Concezione 282
Faillace Nunziata 259
Faillace Pasquale 258
Faillace Pasquale 468
Faillace Pietro Giuseppe 255
Faillace Rocco 153
Faillace Rocco Antonio 124
Favale Maria Carmela 280
Feoli Carmena 392
Feoli Carmine 136
Feoli Concetta 58
Feoli Maria Maddalena 286
Ferraro Carmela 202
Ferraro Francesco 148
Ferraro Giovanni 39
Ferraro Giuseppe 418
Ferraro Maddalena 137
Ferraro Maria 25
Ferraro Maria Maddalena 97
Ferraro Nicola 6
Ferraro Pasquale 107
Ferraro Rocco 451
Filippis (De) Clorinda 433
Filippis (De) Mariannina 434
Filippo (Di) Chiara 186
Filomena Angela 306
Filomena Angela 459
Filomena Carmine 206
Filomena Domenica 393
Filomena Filomena 402
Filomena Francesco Antonio 30
Filomena Giovanna 19
Filomena Pasquale 431
Filomena Teresa 92
Forte Gennaro 337
Forte Teresa 317
Fuscaldo Antonio 440
Fuscaldo Carmine 465
Fuscaldo Concetta 251
Galante Concetta 293
Gallo Fedele 61
Gelso Domenico 199
Gennaro (De) Raffaele 374
Gentile Maria 461
Gesu (Di) Maria 234
Gioioso Raffaele 364
Giovanello Raffaele 227
Gravina Giuseppina 195
Grazioso Ferdinando 372
Grazioso Umberto 100
Guaragna Angelo 294
Guaragna Antonio 260
Guaragna Antonio 261
Guaragna Carmine 232
Guaragna Leonardo 95
Guaragna Maria 421
Guarascio Maria 101
Guida Francesco 41
Guma Luigi 65
Ingianna Biagio 118
Ingianna Domenico 339
Ingianna Raffaele 399
Ingianna Rocco 322
Ingianna Rosa 408
Laitano Carlo Maria 321
Laitano Concetta 354
Laitano Francesco 312
Laitano Leonardo 464
Laitano Leone 64
Laitano Nunziata 253
Laitano Santa 326
Lanzaro Maria Antonia 425
Lanzetta Giustina 308
Lauria Concetta 90
Laurito Giuseppe 212
Leone (Di) Annarosa 13
Leone (Di) Carmela 301
Leone (Di) Francesco 386
Leone (Di) Francesco Carlo 165
Leone (Di) Giovanni 185
Lombardi Antonia 183
Lombardi Antonio 142
Lombardi Francesca 336
Lombardi Gennaro 84
Lombardi Nunziata 304
Lombardi Pietro 240
Lorenzo (Di) Caterina 329
Lorenzo (Di) Maria Vittoria 378
Lorenzo (Di) Mariangela 332
Lorenzo (Di) Pietro 125
Lorenzo (Di) Rosaria 179
Lorenzo (Di) Santa 300
Luca (Di) Filomena 138
Luca (Di) Francescantonio 131
Luca (Di) Francesco 364
Luca (Di) Francesco Antonio 210
Luca (Di) Giovanni 430
Luca (Di) Giuseppe 272
Luca (Di) Maria Domenica 362
Luca (Di) Mariangela 404
Luca (Di) Santo Pietro 278
Luciano Francesco Antonio 463
Luciano Mariangela 209
Machelia Giustina 230
Mainieri Angela Maria 367
Mainieri Antonio 150
Mainieri Antonio 226
Mainieri Antonio 397
Mainieri Carmela 192
Mainieri Fedele 448
Mainieri Filippo 265
Mainieri Francesco 111
Mainieri Liborio 15
Mainieri Luigi 60
Mainieri Luigi 229
Mainieri Luigi 275
Mainieri Maria 23
Mainieri Maria 254
Mainieri Maria Teresa 88
Mainieri Pasquale Salvatore 122
Mainieri Rocco 221
Mainieri Rosa 47
Mainieri Rosaria 454
Mainieri Teresa 359
Mainieri Teresa 428
Mainieri Teresina 151
Maradei Francesco 75
Marco (Di) Carmine 168
Marco (Di) Carmine 273
Marco (Di) Carmine 377
Marco (Di) Francesca 297
Marco (Di) Francesco 383
Marco (Di) Leonardo 285
Marco (Di) Maria 31
Marco (Di) Mariangela 268
Marco (Di) Nicolina 139
Marco (Di) Rocco 264
Marco (Di) Teresa 352
Mare (Di) Carmena 228
Mare (Di) Carmena 379
Mare (Di) Rocco Fedele 20
Marranghello Antonia 178
Marranghello Antonio 76
Marranghello Fedele 5
Marranghello Gaetano 8
Marranghello Leonardo 441
Marranghello Maddalena 325
Marranghello Maria Carmela 419
Marranghello Maria Grazia 292
Marranghello Nunziato 163
Marranghello Pietro 303
Marrone Gelsomina 126
Marrone Gennaro 289
Marrone Luigi 182
Martino (Di) Pietro 432
Martino (Di) Santa 180
Marzano Francesca 335
Marzano Irene 443
Massaro Laura 32
Mastrascusa Carmena 89
Mastrascusa Nicola 59
Maurello Antonio 26
Maurello Leonardo 416
Mauro Teresa 33
Mauro Vincenzo 452
Medaglia Carmena 12
Medaglia Giosuè Mario Leonardo 225
Medaglia Laura Rosa 110
Medaglia Rosaria 109
Medaglia Saverio 445
Menza (La) Nunziato 134
Mirabelli Giovannina 217
Mirabelli Maria 82
Moliterno Giustina 207
Moliterno Luigi 42
MontechiaroFrancesco Leonardo 190
Morelli Antonio 205
Morelli Carmine 16
Morelli Concetta 366
Morelli Giuseppe 384
Morelli Teresa 375
Motta Filomena 450
Motta Francesco 105
Motta Leonardo 353
Napoli (Di) Concetta 376
Napoli (Di) Francesco Giuseppe 313
Napoli (Di) Maria 129
Oliveto Luigi 235
Ottato Rocco 211
Pace (De) Clementina 288
Paladino Concetta 51
Paladino Filomena 245
Paladino Maria 401
Paladino Nunziato 38
Pandolfo Biagio 365
Pandolfo Concetta 262
Pandolfo Francesco 427
Pandolfo Gelsomina 79
Pandolfo Santo 187
Paternostro Domenica 34
Pentacolo Carmena 160
Perrone Rosina 437
Pignano Concetta 411
Ponzi Maria 276
Ponzi Maria Cristina 389
Pugliese Domenica 36
Pugliese Francesco 438
Pugliese Gaetano 120
Pugliese Grazia 114
Pugliese Leonardo 37
Puntino Filomena 381
Rabio Carmine 429
Rescia Francescantonio 256
Rimolo Domenico Antonio 318
Rimolo Leonardo 56
Rimolo Maria Concetta Annunziata 53
Rimolo Mariangela 29
Rimolo Rosa 141
Rimolo Rosa 203
Rimolo Santa 242
Rizzo Carmine 174
Rizzo Francesco 104
Rizzo Francesco 127
Rizzo Rosaria 189
Rizzo Stella 439
Romeo Maria 91
Roseo Felice 145
Rosito Achille 342
Rosito Antonio 162
Rosito Antonio 358
Rosito Antonio 370
Rosito Carlo 237
Rosito Carmela 70
Rosito Carmine 96
Rosito Carmine 413
Rosito Filomena 360
Rosito Gennaro 466
Rosito Maria 169
Rosito Maria Carmena 298
Rosito Maria Grazia 305
Rosito Rosaria 24
Rosito Rosaria 108
Rotondaro Maddalena 93
Russo Agnesa 48
Russo Carmine 311
Russo Giuseppe 447
Russo Rocco 222
Sangiovanni Arcangelo 67
Sanzi Giuseppe 396
Sassone Carmena 208
Savarese Carmela 175
Scaravaglione Anna 281
Scaravaglione Giuseppe 10
Schifino Antonio 263
Schifino Antonio 414
Schifino Carmela 356
Schifino Carmena 407
Schifino Concetta 246
Schifino Francesca 144
Schifino Francesco 68
Schifino Francesco 181
Schifino Francesco 271
Schifino Gennaro 196
Schifino Maria 78
Schifino Rocco 106
Scorza Berardina 17
Scorza Nunziato 128
Scorza Rosa 35
Serra Antonio 54
Serranù Francesco 373
Severino Domenica 457
Severino Maria Concetta 351
Severino Mariangela 247
Severino Rachele 218
Sparello Carmena 216
Sparello Rocco 330
Stabile Carmena 156
Stabile Carolina 388
Tedeschi Leonardo 239
Tedeschi Maddalena 167
Tortorella Giuseppe 296
Tufo (Lo) Antonio 231
Tufo (Lo) Carmela 159
Tufo (Lo) Concetta 154
Tufo (Lo) Filippo Antonio 333
Tufo (Lo) Francesca 55
Tufo (Lo) Francesco 158
Tufo (Lo) Gaetano 77
Tufo (Lo) Immacolata 302
Tufo (Lo) Maria 116
Tufo (Lo) Teresa 269
Vacca Antonio 146
Vacca Antonio 238
Vacca Francesco 149
Vacca Giuseppe 415
Vacca Maria Concetta 270
Vacca Rosa 340
Valente Achille 400
Valentini Filomena 50
Valitutti Concetta 155
Valitutti Francesco 241
Valitutti Maddalena Concetta 291
Valitutti Serafina 395
Vanni Concetta 112
Vanni Raffaele 324
Vecchio (Del) Anastasia 362
Vecchio (Del) Concetta 467
Viola Giuseppe 410
Vitola Angela 347
Vitola Antonia 316
Vitola Antonio 244
Vitola Caterina 44
Vitola Domenica 11
Vitola Domenica 14
Vitola Filomena 334
Vitola Francesco 283
Vitola Francesco 314
Vitola Francesco 444
Vitola Gabriele 310
Vitola Gelsomina 387
Vitola Giuseppe 214
Vitola Maria Nunziata 194
Vitola Nunziata 327
Vitola Pasquale 86
Vitola Rachele 453
Vitola Rocco 449
Vitola Santo 309
Vitola Serafina 27
Voto Domenica 176
Vuoto Filomena 215
Vuoto Leonardo 49
Vuoto Vincenzo 7
Zaccato Gioacchino 40
Zicari Concetta 72

Per completezza ecco anche i defunti negli atti della II parte:
1. Arcieri Maria,morta all'estero per colera il 9 gennaio 1887;
2. Guma Pietro, morto a San Paolo del Brasile il 3 aprile 1884;
3. Crescente Leonardo, morto in Uruguay il 12 febbraio 1878;
4. Marrone Nicola, morto a Panama il 27 luglio 1888;
5. Di Leone Leonardo, morto in Uruguay il 24 settembre 1888.

Uno stato dei maiali del 1902

Morano 1902, Stato dei Maiali (prima parte)

Un documento a fini esattoriali, con informazioni sulla popolazione suina, ci offre dati interessanti su Morano agli inizi del secolo scorso.
Ne riproduciamo di seguito le pagine iniziali, fra le quali il riepilogo con i conteggi generali, non proprio accurati, che riportano i maiali a 658 unità (si superano in realtà i 700).

Il quadernetto registra 702 nominativi relativi ai capifamiglia - non considerando quelli espunti -, con l'indicazione dei maiali posseduti da ciascuno di essi. Questi i dati ricavati: una sola famiglia possiede o dichiara di possedere tre maiali; tre maiali hanno anche i Frati Cappuccini; il numero di famiglie con due maiali ammonta a 32; le restanti ne hanno uno. In qualche caso è annotata l' esenzione dal dazio per motivi diversi, come la morte dell'animale prima della macellazione ("acciso perché moribondo" si legge, ad esempio, in una circostanza).

Circa 6.600 erano gli abitanti nel 1902, 1743 invece i nuclei familiari. Il 40% delle famiglie - 702 su 1743 - dunque possedeva un maiale; occorre precisare però che il dato va letto tenendo conto della presenza, nelle 1743, di svariate famiglie mononucleari e di un margine di evasione, che per quanto difficile da quantificare poteva essere consistente.

I nominativi riportati sono nella maggior parte dei casi accompagnati da soprannomi.
La distribuzione dei cognomi per lettera è la seguente:
A 50
B 50
C 68
D 89
F 81
G 26
I 3
L 25
M 97
N 6
O 4
P 25
R 66
S 55
T 6
V 48
Z 3

I 50 nominativi per la lettera A (uno forse ripetuto considerata la coincidenza di nome e soprannome) includono 9 o 8 cognomi diversi: Aita (17 occorrenze), Aronna (17), Anele (6), Alberti/Alberto (4), Aloise (3), Arcidiacono (1), Altimara (1), Altro (1).

Fra i cognomi più rappresentati e più comuni a Morano è Aita che perciò è anche quello cui sono associati più soprannomi; dal quadernetto e da altri documenti e registri consultati appare che v'erano Aita "Castagnella"," Carpanzano", "Coriotosto", "Fra' Domenico", "Filippini", "Frattummolo", "Gaifasso", "Giagante", "Giangalasso"," Ignottisano", "Inferno", "Manicolongo", "Ragatrascia", "Sciamarro", "Tappila", "Turco" (si lascia la forma italianizzata delle scrizioni originali).
Con l'eccezione di tre, questi soprannomi sono registrati nelle raccolte di soprannomi di Carmelo Donadio e di Fedele Mastroscusa - cui si rimanda per origine e derivazione (cfr. C. Donadio, Vocabolario, e F. Mastroscusa, Percorsi e scavi).
Uno stato dei maiali del 1902
Uno stato dei maiali del 1902, pagina 1
Uno stato dei maiali del 1902, pagina 1

Le mie memorie di Colombia

Le prime undici pagine di un quadernetto manoscritto. Morano, 1890 circa.

Le mie memorie di Colombia

Li nove d'aprile 1889, alle dieci a.m. giunsi in Cartagena, con un caldo, che senza la menore esagerazione, scottava la pelle. Non è mia intenzione fare le descrizioni topografiche, e volendo non saprei; cosicché a tentoni a sbalzi, mi vo tracciando le cose viste, e quelle che mi mancava di vedere.
Come dico giunsi in Cartagena coll'intento di passare in Barranquilla, ove mi richiamava un sentimento d'affetto, pel mio piccolo fratello, che da dodici anni non l'aveva veduto, né ricevuto notizie, e per andare in B.quilla dovea imbarcarmi su d'un vaporetto che valicava sulle acque del fiume Maddalena cioè l'acque del gran fiume Maddalena, che si dilata, e forma diverse braccia, in uno di questi braccia, che conduce in B.quilla, infelicemente queste acque erano seccate a causa non aver piovuto da sei mesi, dovuto a questa circostanza ho dovuto attendere in Cartagena otto giorni speranzoso sul forse oggi forse domani, chi sa stanotte piove, e l'acque crescono. sì vana speranza! ... sicché non si sapeva cosa fare, e si restava avvilito su d'una sedia con un ventaglio in mano facendo un po di aria, perché in q. luoghi non se ne trova vento, ne si puo imitare: caminare non si potea, il caldo toglieva le forze ed il sudore bagnava le vesti.
Venuta l'ora del pranzo si va a pranzare ed ho! meraviglia la tavola imbandita, ma senza pane, senza vino, e senza birra; invece acqua salubre una specie di polenta dura, involta nel fodero delle spighe di granturco, il mangiare si compose di carne e riso, e uova, n'anco l'idea d'una foglia di verdura, la cena speravo d'essere migliore, ... carne riso e platano fritto ... e così fu invariabile durante la mia dimora, e volendo, con che variare? i campi invece di terra trovasi arena senz'acqua, a non essere le piovane ... e mi sovvenne del miseremini mei ... I giorni si passavano, senza speranza di poter uscirne da cotesto [... ?] Cartagene, che sebbene cinta da insormontabili mura, come l'antica perché fu costruita dagli Spagnoli, si poteva ben credere essere là il caldaio, dove Caronte bolle le sue anime.
Laggiù era il mio fine d'uscirne principale, quello di mutare aria e forse mutando cielo mutarsi il clima. ... chimera! le notte si passavano in un corridoio dove potea correre qualche auretta, che non si faceva mai sentire, l'atto del mattino erano identiche all'atto della sera, il mezzogiorno alla mezzanotte e così di seguito, e mi confermai sull'idea ch'il Sole puo essere abitato, visto che l'uomo puo vivere nei gran fuochi. Bisognava uscire a tutto costo e si pensò unito ad altri 5 compagni di viaggio, o di sventura, fittare degli asini, e così far la traversata in cinque o sei giorni, ciò che si poteva combiere col vaporetto in meno di 15 ore; d'altronte era inutile sperare che giusto l'affirmazione degli indigeni le piogge cominciano in Luglio, e finiscono in Ottobre, cominciare in Luglio vuol dire che piove copiosamente cinque sei volte al giorno, ed altrettanto la notte senza però refrescare l'aria che anzi è quando magiormente si sente il fuoco finire in Ottobre, poi si deve intendere che finisce davvero senza che mai una nuvola, un tuono, un baleno, venisse a turbare il bel sereno che siegue fino a tutto Maggio; non è questo un bel clima?
Si presero a nolo gli asini, ed in tutta la comitiva ve ne vollero, fra Uomini e bagagli un 18: principiò a sfilare la carovana verso le 5 p.m. per potere caminare le povere bestie, a cui il caldo e gli insetti torturavano, si dovea camminare di notte per non essere anche noi ammazzati dal Sole, alle sei eravamo fuori la Città, e già era notte, e gli benigni raggi d'argento illuminavano le tortuose vie piene di spine di annosi alberi, che il tempo avea deroccati, e stavano là [...?] senza che nessuno si prendea la cura di liberare il cammino.
Avevamo mangiato, ed il cammino, il caldo ci avea resi assetati, domandammo dell'acqua, e dissero non averne ma che breve si giuncesse in una Città e ci sarebbe stata somministrata, ci volevano ancora delle lunghe ore! ... ed io domandavo al mio garbatissimo vittorino s'eravamo vicini alla Città, o per lo meno alla acqua, mi disse di sì, ed io tesi l'orecchio per sentire il mormorio del ruscello ... ma nulla. si camminava, e nuovamente dissi siamo molto distante, dall'acqua o dalla Città, questa volta mi rispose siamo a una distanza di 15, o 20 minuti, non discrivo la sete le lagnanze della povera gente miei compagni,perche ognuno sa farsene idea!
finalmente sentimmo gracchiare le ranocchi, e col riflesso della luna abbiamo visto un lago d'acqua stagnante che i nostri condotteri s'allestirono per tuffarvisi, ed attingere delle acque: quelle acque erano verde putride, e fetide, ma pure fu giuoco forza beverle
La sete s'estinze, ed a pochi passi si vidde, come una grande aia che contenea dei cavagiuni [covoni], marciti, che a prima vista si supponeva averli abbandonati, perche le piogge l'aveano talmente deteriorati, che non teneva più conto ai bifolchi tritarli
Io curioso, domando al vittorino cosa erano, e mi rispose che già eravamo giunti nella Città chiamata Villanova ... Niente meno ch'eravamo in una città quando tutti credevamo d'essere in un campo, in mezzo a covoni! ... la popolazione immersa nel sonno taceva, e noi seguitavamo camminando per quelle sdrucciolose strade, della Città!
Si camminava di notte per evitare i raggi del sole, il sonno c'avvinceva, le zanzare che ci torturavano, si domandava se v'erano delle locande, dei trattori ec. ec., ci fu risposto che non eravamo mica in Cartagena, e che bisognava deporre il pensiero di trattori, e locande; si camminava dunque, il sonno, il sonno dopo la sete ci torturava egualmente, si cerco d'adaggiarci su qualche erbetta, e ne dissero che breve si trovava altra Città
Erano le tre del matino e compariva da lontano un'altra aia, cogli stessi covoni e si suppose essere l'altra città prognosticata, realmente era quella nomata
le stesse case, ... case quelle che gli indigeni chiamano case, e che sono composte di tacchi di legno, che vanno piantando lungo il diametro, [... testo incomprensibile] così la casa vi metto quattro piccoli travi, che servono a sostenere i pezzi di legno rotondi che hanno piantato soggettati così, vi passano delle piccole fruste incrocciate come una siepe e poi ammassano la creta, e colle mani, ad altro ne formano una crosta che poi imbianchiscono col latte di calce, e la cuoprono con erba [...?] ch'è di molto consistenza, ed ecco cio ch'è una casa di Colombia appena giunto in questa chiamata Città scendemmo da cavallo e ci sdraiammo a lato d'una di queste case, e si dormì fino a giorno avanzato. Il sole incominciava a bruggiare e cercammo asilo in una delle così dette case, dove la miseria la più squallida, e non mai vista mi si presenta allo sguardo. Uomini, donne, fangiulli tutti nudi, ed appena un lembo lurido e sdrucito cuopriva le parti vergognose, il cute di questi esseri a cui la forma sola mi induce chiamare uomini, e color di bronzo cosicché li diresti monumenti ambulanti.

Il Nuovo Mondo e il Vecchio

Il Nuovo Mondo e il Vecchio in una lettera di un emigrato in California. Impietosa la descrizione di Morano

San Jose California 1907

Carissimo Amico […]
Voglio sperare che' questa mia ' lo troverà in bua salute unito agli amici, io per ora non sto male.
Annoiato di vivere in un paese selvaggio, scappai via corrento, col penziere di non mai più ritornare in simili luoghi.
20 giorni dopo la terribile catastrofe di San Francisco California toccai piede a terra, e per quanto ne ho ricevuto l'impressionante colpo d'occhio, glie l'assicuro, gui e sempre il paradiso terrestre.
La mia impressione fu enorme nell'ammirare questa sterminata città, che al mio arrivo era avvolta ancora nelle sue macerie fumante, giacente su le sue rovine, abbandonata a se stessa.
Lei avra' minutamente appreso le notizie dai giornali, e non e mio compito poter descrivere altro, solo le dirò che per quanto questi avessero esagerato glie l'assicuro, hanno sembre detto molto poco, ecco tutto.
La california: beato chi può vivere in queste terre, ricche di lavoro e d'oro, una sola difficoltà vi e qui, ed è l'inglese, appreso questo, si vive molto felice, in mezzo al verde della campagna dentro a piccoli Cottage che sembra di sognare.
Lei a letto il Lavoro di Zola, ebbene quella parte onde descrive quel paese dalle casette rivestiti di maiolino, in mezzo a cambi di fiori o prati verdeggiandi, dove la palma cresce vigorosa, le strade puliti, tutti percorsi di tranvie elettrici, larghi marciapiedi sempre puliti, le casette colla massima comodità moderna, compreso bagni caldi freddi telefono e tutto cio che la scienza inventa a servizio del popolo che si chiama civile e tal vuol essere. Tutto cio e qui attuato ad oltranza, in larga scala Il mio sogno è appunto di poter vivere in mezzo a questo popolo civile con una mia casetta, unito alla mia adorata famiglia, allora per me la vita scorrerà contente e felice quanto posso cio attuare, e dare ai miei figli un educazione prettamente Americana, perché nel mondo non vi e razza più forte e vigorosa, energica, lavoratrice, più di questa
Io esercito il disegnatore negli uffici d'Architetti, guadagno discretamente. Sto studiando la lingua meccanicamente, cioe a mezzo del fonografo col libbro alla mano d'Italiano ed Inglese, a mezzo d'un apparecchio si può far ripetere la medesima parola molti volte: con questo sistema ho fatto molto progresso, per insegnare a scriverlo, esiste una specia di corrispondenza con me e la scuola di cui faccio parte, questo e una scuola che insegnano qualunque prof. o idioma, si paga un tanto all'anno.
E siccome mi son messo in mente di voler diventare Architetto io me ne approfitterò di questa scuola per il mio fine.
Sono molto apprezzato da questi bravi Architetti inglesi, perche' trovano in me, dicono loro, una originalità nel comporre detti lavori di costruzione, e glie l'assicuro nemmeno io prima mi credevo capace di tanto, e anche perché non mi ero potuto dedicare più di una settimana intera a questi nobili studi, da me tanto prediletti, perché nato a quest'arte per propria inclinazione naturale, ed anche il caso mi porta sulla sua traccia e seguirla nella sua fase a me conosciuta.
Basta il mio avvenire e lento ma sicuro se avrò vita. So che vivo in un popolo civile, e che il merito e apprezzato, e pagato anche a suon di dollari, tutto al rovescio della decrepita Calabria, ove esistono tanti vagabondi, cioè quei tali che s'ingiuriano galantuomi, poltroni pieni di superbia e d'ingnoranza, e che vivono come i maiali, cosa è per questi disgraziati la vita? Del resto chi si cura mai di costoro? Dai servizi publici, dall'istruzione, dalla pulizia di un paese rispecchiano i cosi detti galantuomi, essendo sembre questi gli amministratori. Si figura poi, per dirne una lasciar morire di freddo tanti ragazzi nelle scuole in quelle larghe sale di S. Bernardino, oppure ammazzandoli con acido carbonico, e dove tanti ragazzi possono sporcare e fare i loro bisogni giù per i corridoi, e nelle cantine, che col solo entrare bisogna tapparsi il naso, e per l'avarizia, ossia per l'ignoranza dei galantuomi, inveci di far costruire dei cessi igieni ec ec. Dalle strade di quel disgraziato Morano ove necessita camminare nella merda d'està e d'inverno, in questa stagione poi le infiltrazioni di detta robba cola molto per bene giù nella conduttura d'acqua che voi bevete. basta ce ne sarebbe molto da dire, caso mai di questi americani conoscessero tali cose. Bella quella Italia, quella Italia solo dell'Alta Italia.
Io da parte mia cerco tutto il mezzo possibile per poter togliere la mia famiglia di costà perché, penzando tutto ciò soffro moltissimo. Riguardo agli amici ci penzano loro; del resto poco mi cale.
Mi dispiace solo una cosa, ed è che tanti nostri combagni emigrando vanno ad incretinirsi in quei luoghi d'America abitati da selvaggi, malsani, e corrotti, per l'ingordizia, e a forza di stendi e di privazioni accumulano una miserabile somma per poi venirsene a rimpoltronire in paese, sfamandosi di cavoli e patate e tre soldi di carne un paio di volte la settimana e via di seguito, e magari passando la vita in qualche cantina, che bel progresso!
Ma venite, venite in queste terre, e se soffrite in principio godrete poi, almeno diventerete uomini, i nostri studenti vanno all'università, per studiare le scenze che i poveretti non sentono che a parole. Invece chi viaggia per queste contrade, e ha un certo grado d'istruzione, studia di continuo in Università pratiche, perché sente colle orecchie, guarda cogli occhi e tocca colle mani, e mette in pratica tutto cio ed il cervello apprende, e si sveglia, si fa un esatto concetto della vita, e gode.
Venite combagni, venite a tuffarvi in un bagno di civiltà, lasciate quei vostri monti, quelle pianure abbandonati, quelle miserabili catapecchie […]
Qui si mangia meglio che non il Cuoco, si abita in Cottage […], i cavi elettrici v'invitano a salir su se siete stanco un poco, i teatri a poco prezzi, e di molta morale, vi invitano ad entrare, a ricreare lo spirito ove dentro trovate tutte quelle comodità, e l'applicazione, e rappresentazioni di tutto cio che la scienza mette a sua disposizione, state lontano dall'amico volete parlarlo anche vicino a voi il telefono che vi aspetta, volete studiare anche molte Biblioteche a vostra disposizione, volete andare ad una gita di piacere prendete un carro elettrico […] Però badate bene cio che ora vi dico, bisogna arrivare qui in queste terre con almeno un migliaretto di lire in tasca, perché come sembre ripeto pel nuovo arrivato le difficoltà in principio sono grandissime […]

Investimenti: i caciocavalli

Alla ricerca di un'attività proficua: forse la produzione di caciocavalli?
Lettera di un emigrato in Guatemala

Guatemala, 13 nov 1901
Caro Amico,
Pochi giorni addietro ti scrissi ed ora eccomi di nuovo. Questa volta, che vuoi, anche da lontano ti do un impiccio, che se vuoi disimpegnarlo ti costa non poco lavoro.
E' provato e riprovato che col lavoro qui non si può tirare che modestamente avanti, e con negozio se non s'è "negozianti" si fa talvolta meno: perciò io se avessi tempo cercherei tentare nuove industrie.
Chi cerca trova ed io ben presto ho trovato un padrone di "fiuca" (masseria) che mi darebbe cento litri di latte al giorno per un prezzo irrisorio [...]
Qui i nostri caciocavalli si vendono quasi a 4 lire al chilo. Il clima è quasi come il nostro nella primavera, ma sempre d'un modo; sui monti ci vegeta il pino. La carne è saporosa come da noi, il latte lo stesso. Fabbricare quivi caciocavalli come i nostri non lo credo impossibile. Sarebbe una industria nuova che darebbe molto guadagno. Nessuno fin'ora, per quanto io sappia, ci ha pensato. Vedi, riuscendo si potrebbe per l'abbondanza dei pascoli far concorrenza alla Svizzera. Ora io affinché possa sottomettere un progetto alquanto concreto è necessario che sappia certi dati .
(Tra parentesi: don [omissis] mi diceva che avrebbe piacere venire in America e portare sette od otto mila lire per sfruttare qualche nuova industria - che volesse diventare "formaggiaro"?)
Dunque dicevo che ho bisogno di certi dati che tu puoi fornirmi mandando a chiamare Pasquale [omissis] (Fumante) che fu antico vaccaro, ed è inteligentissimo.
1° cosa, cioè che attrezzi ci vogliono per impiantare, dirò così, una mandra dove si possano fare caciocavalli uso nostro?
2° cento litri di latte che quantità di caciocavalli, mozzarelle ecc. possono dare?
3° che calo o sfrio v'è da i caciocavalli freschi a quelli stagionati vendibili?
In ultimo poi, una descrizione teorico-pratica dall'A alla Z dettagliata, minuta, abbondante, lunga, noiosa [...] per regolarmi se è il caso di mandare a imparare un mio nipote, venir io [...]
Una lettera dal Guatemala

Ai copiatori seriali

I materiali pubblicati sul nostro sito avevano e hanno lo scopo di aiutare coloro che stanno svolgendo ricerche sui propri antenati. Tutti i dati presenti sono frutto di ricerche personali lunghe e faticose iniziate nel 2006 e tuttora in corso. Lo scopiazzamento su altri siti, senza indicazione alcuna della fonte, è deplorevole, oltre che scorretto.

Nati dell'anno 1867

Si riporta qui l'elenco dei 302 nati a Morano per l'anno 1867.
Si tenga conto che l'età dei genitori è spesso approssimativa, anche quando il dichiarante è il diretto interessato, e che, in assenza di una professione, l'Ufficiale dello Stato Civile colmava la lacuna rifacendosi al mestiere prevalentemente svolto all'interno della famiglia (negli anni precedenti la professione è indicata già per i neonati...).
Tra le professioni maschili, sulle 271 annotate, prevale nettamente quella di contadino. Ecco i dati delle più rappresentate:

contadino 121
vetturale 29
bovaro 18
pastore 15
cardalana 14
calzolaio 11
sarto 5 (altri sartori e 3 maestri sartori fra i testimoni)
negoziante 5
muratore 5 (per lo più della famiglia Aronna)
falegname e maestro falegname 4 (vari altri fra i testimoni)
imbastaro 4
barilaro 4 (svariati altri fra i testimoni)
giardiniere 3
macellaio 3 (professione esercitata da vari membri della famiglia Cosenza)
mugnaio 3
pellaio 3 (mestiere legato alla famiglia Pandolfo)
vaccaro 3

Le professioni delle madri sono per lo più legate all'industria tessile. Le 263 dichiarate sono così ripartite:

filatrice 240
cucitrice 11
gentildonna 7
tessitrice 3
maestra di seta 1

Aggiungiamo poi che vi erano 3 levatrici e 1 Pia Ricevitrice.

Buona lettura e ricerca degli avi.





Ali su Monte Pollino

da Sidera Versus, di F. Viator.

Non si muore. Ci si immagina di temere la morte:
si teme l'ignoto, l'esplosione, si teme se stessi.
La morte? No. Quando la incontriamo, la morte non è più.
(A. de Saint-Exupéry)

Quasi a fine anno si compiva un desiderio coltivato da lungo tempo: la posa di una croce con targhetta a ricordo degli aviatori germanici precipitati sul Pollino nella primavera del 1941.
Avendo localizzato il punto in cui cadde lo Junkers Ju 88, pensammo di salire per portarvi una croce in castagno, realizzata da un nostro amico. Compiuto l'atto pietoso sotto un cielo coperto, ascendendo il monte con la neve immacolata – la prima consistente nevicata autunnale – di ritorno, passammo per Morano a salutare e ringraziare l'amico Fedele Mastroscusa autore dei testi redatti in tre lingue, stampati nella targhetta d'alluminio affissa alla croce.
Un lampo negli occhi faceva intuire la sua intensa partecipazione, mentre ancora fradici di pioggia ci invitava a sedere davanti al fuoco. L'indomani, alle 4 del mattino, spinto da un so che di nobile generosità, egli scriveva per noi questo "servizio", che più tardi faceva pubblicare su "L'Oleandro" di Villapiana.

23 novembre

23 novembre 1987. La neve scesa giù fino a quota mille ha disciolto le sue frange ai pendii boscosi di pini e faggi punteggiati da qualche acero. Avantieri, all'una di notte, entro il temporale tra le saette sinuose dei lampi si è acceso rosso e dardeggiante un fuoco vivo per dieci minuti. Un pino solitario, in alto, toccato dalla folgore.
Ora la neve è risalita verso i mille e settecento, e sull'antico sentiero, a strapiombo, c'è una colmata soffice di mezzo metro. Dal piede del contrafforte salgono due persone in tenuta rustica da campagnoli-montanari. Insieme e accostati, con la differenza di alcuni anni, della corporatura brachilinea e longilinea, con carico diverso. Il primo porta uno zainetto e una croce di legno di castagno, l'altro uno zaino maggiore. Il pendio snevato da un giorno è inzuppato e scivoloso, il sentiero arduo per lo spessore fallace dalla neve pastosa, Al termine del sentiero, che va col sole da est a ovest, è nascosto tra spuntoni e incespugliamenti ammantati l'imbocco a serpentina della sella boscosa. Ecco sul percorso un primo, grosso pino. I due si fermano, ancorano la croce al tronco con pietre sollevate a due mani. La croce latina confitta e rincalzata ha eguagliato i bracci, a croce greca. Al centro è avvitata una targa di metallo, chiara e lucente. Una scritta di tre righe ripetute […]

Der Weg der vier Flieger
aus dem dritten Reich
nach Himmelreich
Fruhling 1941

Dal cielo caduti
quattro giovani germanici
tornarono al cielo

Alites non alites
de coelo deruentes
ad coelum rediere

F. Viator posuit
X. Kal.Iul.A.D.MCMLXXXVII

Appena la neve sgombrerà, a primavera inoltrata, i due torneranno per cementare la croce. Ora scattano tre o quattro fotografie, poi discendono. […]
Sono entrambi saliti faticosamente, e con rischio portando una croce a quota duemila della montagna di Pollino. Per porre un ricordo, con una preghiera non di parole ma di opere. Nella primavera del 1941 uno Ju 88 da ricognizione precipitò con il suo equipaggio di quattro uomini nella sella tra le due vette maggiori. Nella nebbia l'apparecchio urtò la cima di un faggio. Più tardi, al primo disgelo, una spedizione di militari e di giovani partì da Castrovillari, e portò giù i resti dei quattro, e fu celebrato un funerale ufficiale con le autorità del tempo. Poi nessuno ne parlò più: degli sconfitti nessuno parla […]
Ma nelle sue frequenti e continue escursioni in montagna, che gli hanno ispirato un ottimo libro non convenzionale, Francesco è riuscito a quasi mezzo secolo di distanza a ritrovare il luogo della caduta e qualche resto del bimotore. Ha ritrovato una foto di allora (e l'ha ristampata) e ha conversato con qualcuno ch'era andato a quella ricerca pietosa. L'altro "alpino", che ha accompagnato Francesco, è Remo, entrambi della costa jonica.
Una osservazione si vorrebbe aggiungere: che il Pollino è meta nella buona stagione di escursionisti in gruppi, stranieri e nostrani. tutti giovanissimi, e l'età di tutto il gruppo non raggiunge l'età del pino loricato "zio Giuseppe", che tende i rami squamosi e curvi come membra di un gigantesco sauro remoto; ma è anche bersaglio e oggetto (ahimè, la natura-oggetto) di progetti e seminari e incontri con l'intervento di tribunizi discorsi.
Osservazione che può sembrare inutile e oziosa (anche Giulio Cesare di fronte agli stornelli veritieri e pungenti dei legionari trasteverini diceva all'aiutante di campo: "Lasciamoli blaterare, tanto mio è il trionfo, e gli onori e il potere!"), come oziosa e inutile può sembrare questa ascensione di Francesco e Remo, per portare una croce e una targa.
Coloro che hanno familiarità con la montagna, con questa montagna, e riconoscono un cespuglio una roccia, sanno anche se sono restii a dirlo, che non si tratta di un gesto sportivo o una prova a se stessi di volontà, ma di una preghiera. Preghiera alla montagna, alla morte, alla vita.

Gio: Leonardo Tufarello, A Morano la sua Patria

Non riproponiamo qui notizie sul Tufarello ché una scheda completa può leggersi su una pagina di Tracce di Storie, rendiamo invece disponibile il testo, che fu pubblicato nel 1901 da Vincenzo Severini, in una nuova trascrizione.

visualizzazione diretta del pdf per dispositivi mobili

Tra i moranesi in Brasile

Fra i tanti moranesi emigrati in Brasile fu Biagio Mastrascusa, partito con la moglie Domenica Di Marco e il figlioletto Carmine. Per tramite di Bruno, riceviamo e pubblichiamo la foto che ritrae Carmine (1892-1953) e la moglie Concetta Greco.

Biagio e Domenica